UTOPICA 2020_prima giornata

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COMUNICATO STAMPA

 

Si chiude alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, la prima giornata di Utopica 2020 “La città delle persone”, con un ottimo successo e ampia partecipazione a tutti i momenti dell’evento.  Parole, musica, teatro, fotografia, prodotti biologici, spazi informativi e interattivi, sono stati importanti veicoli per parlare di inclusione, di comunità, di beni comuni e per dare voce e forma alla visione di città aperta/accogliente/inclusiva che intendiamo continuare a costruire quotidianamente. Un evento che ha visto la partecipazione di numerose associazioni e realtà del “mondo Acli” attive in ambito culturale e sociale.

 

Ricca di stimoli la parte seminariale: Maurizio Molinari e Elena Granata, in dialogo con la presidente delle ACLI di Torino Raffaella Dispenza, hanno innescato le prime riflessioni a partire dal tema della città come luogo sfaccettato, in cui è possibile sperimentare contemporaneamente disgregazione, fragilità, disagio ma anche innovazione, cambiamento, solidarietà.

In particolare l’intervento di Maurizio Molinari ha evidenziato l’importanza di garantire i diritti, come argine al dilagare dei populismi, che invece si affermano e prendono piede quando prevalgono paura, diffidenza, impoverimento culturale ed economico. È in quel momento che i diritti diventano “un noioso grattacapo”, quando il singolo si sente abbandonato dalle istituzioni perché non riesce a soddisfare bisogni quotidiani, su cui costruisce la propria identità e le proprie relazioni, come ad esempio dare un’istruzione ai propri figli, comprare le medicine, andare in vacanza, pur avendo un lavoro e un reddito. Queste istanze vanno prese seriamente in carico per comprendere cosa muove la protesta di chi sceglie i partiti populisti. Occorre dunque garantire e cogliere la sfida dei “nuovi diritti”: quelli digitali, quelli climatici e soprattutto il diritto a essere protetti dalle disuguaglianze economiche".

“Ma la città è anche un cantiere, un’officina, uno spazio di accoglienza”, afferma la presidente Dispenza, “un luogo in cui diventa possibile ricostruire relazioni e opportunità per chi parte con meno risorse, con meno possibilità, in cui ripensare una casa comune”.

Elena Granata afferma che proprio nelle città, nelle grandi metropoli, in cui più evidenti appaiono le contraddizioni, troviamo anche un potenziale di opportunità e risorse, città-laboratorio, ricche di generatività, di creatività, di antidoti alla “chiusura delle comunità”. A partire da qui è possibile costruire narrazioni sulla città diverse dal passato che cercano di spiegare i fenomeni della contemporaneità e rintracciare piste di lavoro possibili per il futuro. “Proprio nelle grandi città, quelle con la peggiore impronta ecologica, paradossalmente troviamo le soluzioni più interessanti che non sono quelle che arrivano dall’alto, dai grandi accordi per il clima, dai governi, ma dal basso, da esperienze che già anticipano, partoriscono soluzioni; città nelle quali la società civile si fa carico dei problemi, in un clima di rinnovata partecipazione che non è un lusso, ma una straordinaria occasione di promozione umana. Ecco il PIL alla nostra maniera, P persone, I idee, L luoghi ..."

Il pomeriggio ha visto ancora l’interazione con Luca Davico, estensore del Rapporto Rota, intervistato nella cornice proposta dall’Associazione Arcobaleno “Se ti manca un venerdì”. Si è discusso di dinamiche urbane che rischiano di espellere le persone più fragili dai quartieri in fase di riqualificazione; si è parlato di prevenzione e welfare; sono state analizzate alcuni dinamiche sociali in atto a Torino sia per quanto attiene ai flussi migratori, sia per quanto riguarda l’invecchiamento della popolazione. Un modo per arrivare a parlare della nostra città, delle sue luci e delle sue ombre.

 

 

Per finire una vivace alternanza fra Rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco, intervistato dalla presidente Dispenza, con al centro il tema del futuro della città e della sua capacità di proporsi come laboratorio e, a seguire, con il giovane e brillante referente del gruppo torinese di Fridays for future, Luca Sardo, che ha ribadito le ragioni che muovono il movimento a difesa del clima e dell’ambiente e ha evidenziato come l’impegno del movimento sia in primis su un orizzonte globale, ma con la consapevolezza che i cambiamenti vanno perseguiti a livello locale.

Tutto esaurito allo spettacolo sull’ambiente, durante il quale l’attore Francesco Giorda ha coinvolto sui temi cruciali dell’inquinamento, degli sprechi e delle abitudini un teatro gremito di giovani adolescenti interessati e partecipi. Fra questi i ragazzi che frequentano l’Enaip di Nichelino, con i loro insegnanti, e gruppi delle Parrocchie della zona. Il territorio non è stato scelto a caso, ma è il crocevia di molteplici iniziative che in questi mesi hanno visto la partecipazione e l’attivazione di tutto il sistema ACLI TORINO, con i suoi circoli, i suoi servizi (caf e patronato) e le sue imprese sociali, in particolare intorno al progetto Fattore Comunità, un progetto di welfare territoriale finanziato dalla Città di Torino nell’ambito del bando PON Metropolitano.

La serata si è chiusa con Alessio Lega, un momento intenso e toccante in cui sono state riproposte le 6 canzoni del disco “E ti chiamaron matta”, che debuttò il 13 maggio del 2008 a Trieste, nel trentesimo anniversario della Legge Basaglia, storie di sofferenza mentale per riflettere sul lavoro di inclusione sociale che è oggi importante continuare a fare.

 

Torino, 31 gennaio 2020