COOPERARE NON È STAR SOPRA UN ALBERO_20 ottobre

COMUNICATO STAMPA

 

COOPERARE NON È STAR SOPRA UN ALBERO

La cooperazione come strumento di trasformazione sociale

 

Torino, Venerdì 20 ottobre dalle 9,00 alle 13,00

Polo del ‘900

 

 

Venerdì 20 ottobre dalle 9,00 alle 13,00 presso il Polo del ‘900 la cooperativa Educazione Progetto e le ACLI di Torino si fanno promotori, assieme ad altre cooperative sociali torinesi, di un confronto pubblico su quanto la cooperazione sociale sia uno strumento di integrazione e trasformazione sociale.

Ne parleremo con Aldo Bonomi del Consorzio AASTER, Elide Tisi Vicepresidente ANCI Piemonte, Stefano Tassinari Responsabile Nazionale ACLI Cooperazione, Impresa sociale e Terzo settore e Francesco D’Angella dello Studio APS di Milano. Il dibattito verrà introdotto da Vittorio Saraco, Presidente della Cooperativa Sociale Educazione Progetto e coordinato da Roberto Santoro, Presidente delle ACLI di Torino.

 

L’evento si colloca nel quadro di Utopica 2017, una serie di eventi promossi dalle Acli di Torino che hanno come comune denominatore il tema della partecipazione sociale e della costruzione di comunità inclusive ed aperte.

 

I temi del convegno verranno ripresi nel pomeriggio presso la Sala Ecumene delle ACLI di Torino, dove le cooperative interessate potranno confrontarsi su percorsi comuni per favorire la partecipazione dei soci alla vita delle imprese.

Nel corso delle due sessioni del mattino e del pomeriggio verranno affrontate in particolare le seguenti questioni: la cooperazione sociale è ancora uno strumento di trasformazione sociale? I soci delle cooperative si sentono parte di un disegno di cambiamento individuale e collettivo? Quanto le cooperative sono una palestra di partecipazione non solo alla vita dell’impresa, ma anche alla società nel suo complesso? Come, in un tempo di crisi, lo spirito originario della cooperazione sociale può essere reinterpretato e rilanciato?

Ogni giorno decine di cooperative, decine di migliaia di cooperatori partecipano, lavorano e si impegnano non solo per rendere efficaci ed efficienti tanti servizi essenziali, ma anche per costruire un migliore modello di società, più partecipato, più a misura d’uomo. Ma non si tratta di un modo di essere e lavorare ormai dato per acquisito: non basta la forma cooperativa a garantire una sostanza produttiva e sociale diversa.

La cooperazione sociale DEVE continuare ad interrogarsi sulle proprie radici, sulla propria organizzazione, sul proprio funzionamento per trovare risposte sempre nuove a istanze quali la qualità nella gestione dei servizi, le difficoltà poste da un mercato spesso prevalentemente pubblico, l’appannarsi dell’immagine della cooperazione anche a causa di esperienze poco coerenti con i principi originari, il progressivo venir meno di un afflato, di un sogno di cambiamento sociale, collettivo e personale.

 

IN ALLEGATO IL PROGRAMMA COMPLETO

 

 

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